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Adam Ondra intervista

Intervista al 15enne Adam Ondra, uno dei più talentuosi e completi arrampicatori sportivi al mondo.

Il 15enne Adam Ondra potrebbe diventare per l’arrampicata sportiva quello che Sergei Bubka è stato per il salto con l’asta. I paralleli sembrano chiari, anche se Ondra deve ancora lasciare il suo segno creando nuove linee, il giovane ceco sta attualmente divorando le vie esistenti ad una velocità sbalorditiva e senza precedenti.

Le salite da lui compiute nell’ultimo anno sono paragonabili al risultato di una vita intera per la maggior parte dei climbers, lo prova una recente rotpunkt di un 9a+, un 8c a-vista a Santa Linya in Spagna e, soprattutto, la ripetizione al quinto tentativo della famosa La Rambla 9a+ a Siurana.

Nel luglio 2007 ha sorpreso il mondo verticale con la sua prima salita in giornata della super tecnica via multi-pitch Silbergeier 8b+ nel Rätikon. Mentre risale a poche settimane fa la ripetizione di Dreamtime Fb8b+, probabilmente il boulder più famoso al mondo, a Cresciano in Svizzera.

Questi risultati non arrivano mai per caso e sono, alcuni potrebbero dire, semplicemente la progressione logica di un bambino che, all’età di 11 anni, saliva 8a+ a-vista e 8c lavorato. Ma anche se gli standard si sono alzati considerevolmente, rimane il fatto che non c’è niente di semplice nel salire un 8c, figuriamoci un 9a+. Ondra indubbiamente è il portavoce della "new power generation" e in questo suo ruolo ovviamente possiede qualcosa di davvero unico, così abbiamo deciso di scoprire qualcosa di più su di lui.

Adam Ondra intervista
Adam, la tua lista di salite sembra infinita. Raccontaci…
Cerco ovviamente di arrampicare il più possibile fuori, e ho sempre voluto concentrami sulle vie a-vista e lavorate. Se voglio provare vie difficili a-vista, allora vado nel sud Europa dove le vie tendono a prediligere la resistenza.

Cercare una critica sulla la tua arrampicata è come cercare un ago nel pagliaio. L’unica osservazione che potevamo fare riguardava il divario tra le tue prestazioni con la “corda” rispetto a quelle nel boulder, ma dopo la tua recente salita di Dreamtime, questo non risulta essere più vero.
Volevo andare in Ticino ben prima di Pasqua, ma mi sono sempre trovato ad arrampicare altrove. Visto che le previsioni del meteo erano terribili in Austria e Germania, ma buone nel Ticino, abbiamo deciso di andare lì. Dreamtime mi ha impressionato immediatamente. La notte prima di salirlo nevicava, poi la neve si è sciolta. Pensavo quindi che le condizioni non sarebbero state buone, ma invece l’aderenza era fantastica. Ho salito la versione con la partenza “in piedi” al 5° tentativo e da seduto mi sembrava OK. Ma sono caduto 4 volte al lancio. Mi sono riposato per un’ora, al tentativo successivo avevo quasi la presa in mano. Poi un’altro riposo di 30 minuti e Dreamtime non aveva speranze! 🙂 E’ stato un momento bellissimo.

La tua arrampicata si basa nel ripete le vie degli altri, e di solito lo fai in modo estremamente veloce, dopo pochi tentativi. E i tuoi progetti? Cosa succederebbe se investissi 50 tentativi in un progetto, invece di soli 5?
L’anno scorso ho fatto la prima salita di Perla vychodu a Moravsky Kras. Anche se pensavo inizialmente che fosse 9a, ho poi suggerito 8c+. Ho delle nuove linee in mente per l’anno prossimo, ma l’arrampicata è proibita nelle migliori falesie per motivi ambientali. Ovviamente la gratificazione è più grande dopo una prima salita, ma questa non deve necessariamente avvenire su una via al mio limite. E’ qualcosa che lasci lì, sulla roccia. Se trovassi un progetto mega-difficile che mi farebbe spendere tanti tentativi, lo lascerei in sospeso un paio di anni per poterlo liberare velocemente. Questo è quello che sto facendo attualmente, ma quando sarò più vecchio e le possibilità di migliorare saranno ridotte, allora credo che proverò qualcosa di davvero duro.

Raccontaci la tua giornata tipica in falesia
Solitamente faccio due vie per scaldarmi (7b/c) poi quando mi sento abbastanza forte per qualcosa di difficile ci provo. Mi riposo molto tra i vari tentativi sulle vie di resistenza, circa 3 ore o più. Ho bisogno di molto tempo per recuperare la stessa forza dopo aver provato qualcosa di veramente lungo. Per esempio, prima di riuscire su La Rambla ho aspettato 5 ore! Se la via ha un’ inizio facile mi scaldo sulla via stessa, poi sono pronto per le sequenze dure in alto. Il problema si presenta quando la via è difficile sin dall’inizio. Quando faccio vie boulderose mi riposo solo un’ora o due tra i vari tentativi.

E quando non riesci ad arrampicare fuori?
Mi alleno soltanto su muri piccoli 4 – 5 volte la settimana, combinando forza e resistenza (20 -30 movimenti). Ad arrampicare indoor con la corda d’inverno ci vado raramente, soltanto un paio di volte 🙂 mentre in estate arrampico dentro soltanto prima delle gare. Se non facessi le gare non ci arrampicherei neanche!

L’anno scorso hai sorpreso tutti portando le tue capacità sui monotiri nelle vie di più tiri in montagna. Raccontaci l’esperienza
Ho iniziato a pensare a Silbergeier nella primavera dell’anno scorso, quando un amico Ondra Benes (che ha ripetuto la vie nel 2006) me l’ha consigliata, ma confidando di tenerla come un progetto futuro, magari l’anno prossimo. A causa di un’estate troppo calda in Frankenjura, dove inizialmente volevo trascorre le mie vacanze, mi è saltata in mente Silbergeier. Salire una via di più tiri mi ha molto ispirato, mi piacerebbe tornare!

Che ne pensi delle altre forme dell’arrampicata, come ad esempio il "trad"?
Hmm, forse. Ma non ho mai usato i nuts e i friends, non so se sarei abbastanza bravo 🙂

Fuori continui a fare delle cose incredibili. Cosa ne pensi invece delle gare indoor?
Anche se sono il miglior modo per paragonare gli arrampicatori, personalmente non mi sono divertito più di tanto fino ad ora. Vedrò, forse se competo nella Coppa del Mondo mi prenderà di più. Quest’estate per esempio vado a Sydney per il Campionato del Mondo Giovanile, chissà…

Con così tanto già fatto quest’anno, cosa rimane per il resto del 2008?
L’anno scorso è stato grandioso. Ho provato tante cose nuove e mi sono molto divertito. Non vorrei svelare quali sono i miei progetti per il resto dell’anno, altrimenti forse non si avverano!

Esiste secondo te una via che possiamo definire come “la via più difficile del mondo”?
Oh, non saprei. Ma non mi sorprenderebbe se un vecchio 9a come per esempio Open Air allo Schleierwasserfall (Alexander Huber, 1996) fosse una delle più difficili.

Allora, qual’è la cosa più difficile?
Non arrampicare!